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Colocci
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I mwbqColocci sono stati una delle famiglie mwbgnobili marchigiane più importanti, detentrice di numerose e illustri cariche nella mwbwRespublica Æsina, nello mwcaStato Pontificio, nella mwcqRepubblica Romana e, infine, anche nel mwcgRegno d'Italia.
Di antichissima origine mwdalongobarda, discendente da rami laterali degli mwdqAttoni, la Casata ascese nei secoli di grado nobiliare e assorbì quella dei mwdgVespucci, rilegandola al loro cognome.
Contents
• Storia
• Stemma
• Note
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Storia
Gli Atti sono signori di origine longobarda (dagli mwhqAttoni) che si sono insediati intorno al IX-X secolo nel territorio umbro-marchigiano, come discendenti da Roderico II conte di mwhgNocera Umbra. Dal suo primo figlio Atto I successero altri rami degli Atti che si insediarono dapprima sulle alture di mwhwFabriano creando dei piccoli feudicite-ref-1[1].
I Colocci trassero il nome proprio da uno di questi esponenti. Erano dei Cavaliericite-ref-leggopassword-it-2-0[2] che nel IX secolo mossero dall'mwkqUmbria alla Valle dell'mwkgEsinocite-ref-3[3] e divennero Signori del castello di Colleocio, nei pressi di mwlwStaffolo. Nel X secolo, un Amizzone di Colleocio era Conte di mwmaOsimo. Oltre il detto castello, la casata signoreggiò il castello di Rovegliano (fra mwmqMonte Roberto e mwmgCupramontana) e quello di mwmwCrispiero fino all'anno 1354cite-ref-archivi-beniculturali-it-4-0[4].
I Colocci furono creati conti urbani e pagensi nel 983 e si stabilirono a Jesi sin dal XIV secolo, ove risultano tra i membri influenti dell'oligarchia cittadinacite-ref-archivi-beniculturali-it-4-1[4].
Nel 1276, Ramberto dei conti di Colleocio era un fervente esponente mwsqguelfo. Suo figlio Nicoluccio, o Nicoloccio, detto Sante, giura fedeltà a Jesi nel 1302 tanto che nel 1343 che compilò gli "Statuti" cittadini. Ma poi si alleò nel 1353 con mwsgGaleotto Malatesta, contro mwswpapa Innocenzo VI e la famiglia lo spogliò di ogni benecite-ref-archive-org-5-1[5].
Il fratello di Ramberto, Compagno Coloccio, fu signore del Castello di Rovegliano, nel contado jesino; mentre i discendenti di Ramberto, Boccaccio Coloccio e Angelo Coloccio, si dettero agli studi legali e divennero l’uno avvocato e l’altro podestà di mwuqStaffolo nel 1420cite-ref-leggopassword-it-2-2[2].
Francesco Colocci, condottiero in battaglia e consigliere del re mwvwFerdinando I di Napoli fu anche governatore militare di mwwaNola e d'mwwqAscoli Satriano fino al 1492cite-ref-treccani-it-6-0[6].
Da Niccolò Colocci e la contessa Ippolita Santoni, nacque il grande umanista mwxwAngelo Colocci (1474-1549), governatore di Ascoli Piceno dal 1523cite-ref-treccani-it-6-1[6], vescovo di mwzaNocera Umbra, segretario di papa mwzqLeone X, mwzgClemente VII, mwzwPaolo III, e fondatore dell'mwaaAccademia Colaziana in mwaqRoma. Angelo, nel 1505, ottenne il titolo di mwagpatrizio romanocite-ref-archivi-beniculturali-it-4-2[4]cite-ref-treccani-it-6-2[6].
Nel 1685 la famiglia ottenne la mwdaContea di Rotorsciocite-ref-archivi-beniculturali-it-4-3[4], trasferita per via ereditaria.
I Colocci, inoltre, furono nominati mwegmarchesi del mwewSacro Romano Impero nel 1742cite-ref-archivi-beniculturali-it-4-4[4].
La famiglia ha dato i natali anche al patriota mwgqAntonio (1821-1908) che partecipò alle vicende risorgimentali sin da quelle della mwggRepubblica Romana e fu deputato all'Assemblea costituente. Emigrato per motivi politici in mwgwToscana sposerà la marchesa Enrichetta mwhaVespucci, ultima discendente della prestigiosa famiglia mwhqfiorentina del navigatore mwhgAmerigo, dalla quale ottenne l'eredità del casato. Antonio fu deputato al Parlamento del mwhwRegno d'Italia nell'VIII e IX legislatura, senatore dal 1879, nel 1889 fu scelto da Crispi quale delegato per l'amministrazione dei benefici vacanti nella provincia di Roma, ufficio che tenne sino alla morte, avvenuta il 4 marzo 1908 a Jesicite-ref-archivi-beniculturali-it-4-5[4].
Il figlio di Antonio, mwjqAdriano (1855-1941) fu una figura poliedrica dagli sterminati interessi tra i quali la mwjgziganologiacite-ref-archivi-beniculturali-it-4-6[4] per la quale rimase un autorevole punto di riferimento per tutti gli studiosi della materia. Politico, fotografo e giornalista. Il 18 aprile 1927 ottiene il decreto reale da mwkwVittorio Emanuele III di fregiarsi, come i suoi discendenti, anche del nome dei Vespucci. Dal matrimonio fra Adriano e Silvia Grilli, nacque Attone Colocci-Vespucci, ucciso a 25 anni dai mwlaTedeschi in ritirata il 19 luglio del 1944 nei pressi del fiume mwlqEsino. Era l'ultimo discendente, maschio, diretto della famiglia. Maria Cristina Colocci-Vespucci, ultima discendente della famiglia, nel 1985 intraprese delle trattative con il Comune di Jesicite-ref-7[7] al quale vendeva una parte del palazzo di famiglia e ne cedeva l'archivio, in cambio di un usufrutto e vitalizio per lei e suo figlio Attone Pini-Colocci-Vespucci. Quest'ultimo, pittore di una modesta fama, si firmava ATPICOVE, dalla contrazione del nome di famigliacite-ref-8[8] Attone, morì in un incidente d'auto il 24 agosto 1998; e Maria Cristina il 7 giugno 2002. Con essa si estingueva la nobile casata dei Colocci-Vespucci.
Albero genealogico
Esponenti della casata
• Amizzone di Colleocio (X secolo), Conte di mwowOsimo
• Francesco Colocci (XV secolo), condottiero e consigliere di mwpqFerdinando I di Napoli, governatore militare di Nola e d'Ascoli
• mwpwAngelo Colocci (1474-1549), vescovo di mwqaNocera Umbra, segretario dei papi mwqqLeone X, mwqgClemente VII, mwqwPaolo III
• mwrqAntonio Colocci (1821-1908) patriota risorgimentale, deputato della mwrgRepubblica Romana, deputato al Parlamento del mwrwRegno d'Italia e senatore
• mwsqAdriano Colocci (1855-1941), politico, fotografo e giornalista. Sposa Enrichetta Vespucci, ultima discendente del navigatore mwsgAmerigo Vespucci.
• Attone Colocci-Vespucci (1919-1944), ultimo marchese della famiglia
• Attone Pini-Colocci-Vespucci (1945-1998), pittore (ATPICOVE)
• Maria Cristina Colocci-Vespucci (1921-2002) ultimo esponente della famiglia
Stemma
La mwvablasonatura descrive così lo stemma dei Colocci: rosso, alla banda d'argento con due rose dello stesso poste una nel cantone sinistro del capo, l'altra in quello destro della punta. Lo scudo è accollato all'aquila bicipite dell'Impero.
Luoghi e Architetture
Palazzi
• mwwgPalazzo Colocci, XVI-XVIII secolo, a Jesi
Ville
• Villa Aja Murata, 1754, nei dintorni di Jesi
Note
cite-note-11. ↑ mw7qmw7gmw7wSito Fabrianostorica.it, su mw8afabrianostorica.it.
cite-note-leggopassword-it-22. ↑ mw-amw-qmw-gSito Leggopassword.it, su mw-wleggopassword.it.
cite-note-33. ↑ mw-wmwaqamwaqeSito Raffaelloecolocci.it, su mwaqiraffaelloecolocci.it.
cite-note-archivi-beniculturali-it-44. ↑ mwarimwarmmwarqSito dei Beni Culturali Italiani, su mwarusiusa.archivi.beniculturali.it.
cite-note-archive-org-55. ↑ mwarsmwarwmwar0"Poesie Italiane, E Latine di monsignor Angelo Colocci com più notizie intorno alla persona di lui, e sua famiglia, raccolte dallʹabate Gianfrancesco Lancellotti ..." dal sito Archive.org (mwar4mwar8TXT), su mwasaarchive.org.
cite-note-treccani-it-66. ↑ mwasgmwaskmwasoSito ufficiale dell'Enciclopedia Treccani, su mwasstreccani.it.
cite-note-77. ↑ mwas8mwatamwateSiti ufficiale del Comune di Jesi, su mwaticomune.jesi.an.it.
cite-note-88. ↑ mwatymwatcmwatgSito ufficiale del Comune di Jesi, su mwatkcomune.jesi.an.it.
Voci correlate
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